“Il sole è il migliore disinfettante”
Alexander Stille, su la Repubblica di oggi, citando Richard Martin (“ex-procuratore dell’ufficio federale di New York ed ex-collaboratore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in vari importanti processi di mafia”), evidenzia quanto sarebbe improponibile negli USA il tentativo del governo Berlusconi di limitare la possibilità di indagine mediante intercettazioni telefoniche.
Ma la cosa che mi preme di più segnalare è il ragionamento di Stille sul valore morale e, di conseguenza, politico della trasparenza garantita in America all’iniziativa della stampa. Cito dall’articolo: “Già la legge italiana tratta in maniera differente i politici rispetto ai normali cittadini (…) Aggiungere barriere ulteriori per indagare sui politici, in un momento in cui la corruzione sta dilagando, manda il segnale sbagliato: che la casta non si tocca, si autoprotegge con qualsiasi mezzo. ‘La corruzione è il crimine più deleterio nelle democrazie’, dice Martin, ‘distrugge la fiducia che i cittadini hanno nel sistema. Davanti a casi diffusi di corruzione il cittadino si sente autorizzato a non dare informazioni alla polizia e a non pagare le tasse’ “.
Aggiunge poi, con una sintesi strepitosa: “Il sistema americano si basa sul presupposto che ‘il sole è il migliore disinfettante’ cioè che (i) misfatti muoiono più facilmente sotto la luce del sole”.